Eliminare le slot machine? Per il PNI non serve a nulla

Il titolare della Bakoo Spa Fabrizio Gatti, attraverso il libro intitolato “Mangiasoldi” ed edito dalla Nuova Editrice Berti, ha illustrato il proprio punto di vista sul settore delle slot machine. In un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano egli ha messo in risalto le contraddizioni della politica del Governo riguardo il gioco, in particolare i casino online, e la mancata corrispondenza tra ordinamento giuridico italiano e comunitario in materia.

La Bakoo Spa è una delle aziende più importanti nella produzione di slot machine e macchine da gioco, attrezzature che fanno entrare nelle casse dello Stato ben 4 miliardi di euro annui. Gatti ha dichiarato: “Eliminare o vietare le slot machine non serve a nulla, il settore andrebbe semplicemente regolamentato. Il problema è che tutto è nelle mani dello Stato e i produttori non hanno poteri a riguardo”.

E’ infatti lo Stato a scegliere che caratteristiche debbano avere le slot machine collocate nei locali, così come è sempre lo Stato a scegliere i meccanismi sia di vincita che di perdita, nonché il come spartire il denaro incassato dalle giocate.

Nel suo libro Gatti denuncia in particolare l’incoerenza del Governo che da un lato vuole limitare le slot machine (ben 350 mila sparse in tutta Italia) al fine di arginare l’aspetto patologico, mentre dall’altra non si impone sul diffondersi di altre cose come ad esempio le sale di videolottery. I classici due piedi in una scarpa per intenderci.

Ciò che spesso è capo d’accusa verso le slot machine sarebbe invece figlio di decisioni prese da parte dello Stato. E’ lo Stato infatti a decidere la percentuale di vincite che in Italia è fissata al 74% poiché le macchinette hanno come finalità non quella dell’arricchimento ma dell’intrattenimento del giocatore. Così come in un casino, sia reale che casino online, a vincere è il banco, nelle slot machine il banco è lo Stato che guadagna la maggior parte degli introiti delle vincite.

Nel 2008 era stato lanciato il progetto Safe Slot che consisteva in un prototipo di macchinario in grado di percepire un eventuale disagio del giocatore attraverso il modo in cui venivano pigiati i testi. La finalità era interrompere il flusso di partite attraverso l’apparizione sul monitor di messaggi come ad esempio “Attenzione, non stai per caso esagerando?”. Il progetto aveva avuto una buona attenzione mediatica e ricevuto anche diversi premi ma è rimasto un progetto mai realizzato. Perché?

Nel libro viene raccontato che gli stessi produttori dopo i test si resero conto che gli incassi risultavano inferiori e pertanto lo Stato avrebbe guadagnato di meno. Per immettere sul mercato le macchine del progetto Safe Slot sarebbe servita una deroga rispetto alla normativa attuale, cosa mai arrivata.

La legge di stabilità 2015 del Governo Renzi ha come obiettivo quello di rivoluzionare il settore, in particolare con la sostituzione dell’attuale parco macchine entro due anni, con un prelievo maggiore di 500 milioni ogni anno e con l’isolamento delle slot machine che dovranno essere nei locali pubblici posizionate in una posizione celata alla vista. Gatti, in un capitolo dedicato alle ludopatie scritto insieme all’esperto di dipendenze da gioco Guglielmo Cavallari, fa notare come una misura di questo genere isolerebbe i giocatori incalliti e i malati patologici aggravando così i problemi e aumentando le spese dovute alle ludopatia.